Storia

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Editoria italiana. Una critica audace che nessuno osa.

Editoria come cosca e ambiente limitato nelle stesse monotone idee

Salò l’esperienza della prima Repubblica d’Italia. Riassunto numero 7.

Il primo storico della RSI fu Frederick William Deakin

Repubblica fascista di Salò. Oltre ai disertori e renitenti molti restarono e lottarono.

Chi disertò o fu renitente alla Repubblica di Salò senza per questo passare alla Resistenza non è stato mai fato oggetto di pubblico disprezzo, al contrario si critica aspramente chi onestamente lottò per la Nazione. Perchè? Ai vinti non spetta neppure l'onore?

Repubblica di Salò tra disobbedienza e renitenza all’arruolamento nel nuovo esercito repubblicano.

Citando un passaggio del testo di Lepre si entra immediatamente in argomento. Pagina 154. Renzo De Felice ha scritto che su un punto tutti sono in accordo. Il tasso di renitenza e di diserzione fu elevato, arrivando rispettivamente al 41 e al 12%. Ciò costituì un "bruciante scacco" per la RSI e un grosso successo per la "Resistenza".

Repubblica di Salò quella che fu la Prima Repubblica d’Italia a seguire nel 1946 la seconda e oggi la terza

la Prima Repubblica italiana non fu quella che emerse dal referendum istituzionale del 1946 ma la Repubblica di Salò dal 1943 al 1945. Ufficialmente questo dato è stato cancellato ma vale solo per coloro che non conoscono la storia

Aurelio Lepre e il suo libro sulla Repubblica di Salò – puntata 3 di più riassunti

la storia negata, storia spezzata che non merita l'oblio

Globalizzazione: per capire l’evento globalizzato e quindi la sua crisi serve studiare la 1° guerra mondiale.

Globalizzazione e primo conflitto mondiale, apparentemente sono eventi così distanti che nessuno riesce a collegare. La realtà (come spesso accade) è diversa. Si può affermare che il primo conflitto rappresenti la culla del pensiero globalizzato e anche la sua fine come oggi stiamo vedendo. Casualmente e piacevolmente, mi sono trovato con ben due studentesse di [...]

Contagio francese verso l’Europa – approfondimenti

Il contagio francese è possibile all'Italia nel caso considerassimo l'immaturità dell'attuale esecutivo di governo (inverno 2018). La rivolta sociale prende piede sempre di fronte alla non autorevolezza.

Fascismo si e fascismo no nel post 25 luglio 1943. Perchè la guerra civile?

Fascismo si e fascismo no nel post 25 luglio 1943. Perchè la guerra civile? La sera del 24 luglio 1943 la Casa Reale riprende la redini del Paese. Mussolini è arrestato e portato fuori Roma (verrà poi liberato dai tedeschi). Di fatto il fascismo, come era storica, si conclude ma così non è portando al [...]

25 luglio 1943 e 28 aprile 1945 indicano due reazioni completamente diverse degli italiani

25 luglio 1943 e 28 aprile 1945 indicano due reazioni completamente diverse degli italiani. I fatti sono noti. La notte del 24 luglio il Duce è deposto e l'Italia festeggia. Il 28 aprile 1945, Benito Mussolini è ucciso a Giulino di Mezzegra, sul lago di Como. L'Italia reagisce in forme diametralmente opposte, perchè? 25 luglio [...]