Un pessimo investimento di marketing.

di Giovanni Carlini

L’uso delle slide in un sito, purtroppo non è affatto pagante, in termini d’immagine perché il loro testo non è indicizzato, quindi rappresenta un pessimo investimento di marketing. Nonostante ciò in questo sito ci sono diversi argomenti espressi attraverso slide perché questo è ritenuto un buon sistema di sintesi e didattico. Relativamente a questo file si parla di cultura aziendale, alias marketing: che cosa vuol dire? In genere per marketing, a differenza della sociologia dei consumi, s’intende un’azione protesa dall’azienda verso il mercato, “imponendo” le proprie scelte di prodotto e di prezzo. Sostanzialmente al consumatore viene offerta una scelta che è già stata fatta in azienda interpretando il gusto e i bisogni del mercato.

La sociologia dei consumi è invece una prassi completamente rovesciata rispetto al marketing, perché la fonte delle scelte di prodotto e prezzo non nasce in azienda ma tra i consumatori. Considerando questi aspetti, mi sento molto distante dal marketing identificandomi un sociologo dei consumi anche se di marketing discuto, studio, insegno. Conscio di questo “distacco” dalla materia, in queste slide mi sono voluto concentrare sulle procedure di definizione del prezzo considerando questo aspetto un argomento cerniera tra l’azienda e i consumatori. Quali sono le corrette procedure per definire un adeguato rapporto prezzo/prodotto?

Va rilevato che nelle parole prime espresse sul marketing, in realtà ho voluto estremizzare i due aspetti. Nella realtà la differenza tra marketing e sociologia dei consumi è più sfumata. Resta il fatto che per quanto ho osservato negli ultimi 25 anni le procedure di definizione del prezzo che ho osservato nelle PMI italiane non si discostano molto da:

a) quello che fanno le altre aziende operanti sul mercato;

b) il bisogno di rientrare nei costi di produzione stabilendo quindi il prezzo in base a quanto serve all’impresa e non a quello che il mercato desidera.

Una corretta procedura per individuare il prezzo considera sicuramente i punti già individuati ma cerca un marketing aggressivo più vicino alle aspettative dei consumatori seguendo le necessità di chi compra per fidelizzarlo sul lungo tempo. Ecco il marketing moderno! Non si tratta di una rapina a buon esito (fichè me la cavo, direbbe qualcuno) ma di un affiancarsi alle necessità del mercato pur producendo in perdita se necessario ma con il fine concreto d’entrare nella sensibilità profonda del consumatore. Ovviamente nel caso di una scelta di prezzo/prodotto per un marketing aggressivo, dove si decida di produrre in perdita, al mercato andrà offerta una gamma di beni compensando le perdite subite su quello più economico ed estremo nella scelta sapendo che il consumatore, solitamente, si colloca nel centro delle opzioni.

Ad esempio tra un prezzo di 10, uno di 30 e infine quello da 60, sapendo che sul prezzo venduto a 10 l’azienda sopporta una perdita, pur d’attirare interesse dai consumatori, solitamente il mercato si andrà a collocare su 30 premiando l’esposizione e rischio d’impresa.

Buon lavoro.