Monopolio come uno degli incubi di studio della microeconomia di tutti gli studenti. Forse perchè collocato verso la fine del corso, lo studio delle forme di mercato crea grandi problemi di comprensione.

Nasce qui, in questo sito web, una rubrica dedicata al MONOPOLIO. Il segreto della spiegazione riguarda due aspetti.

Ogni argomento deriva da lezioni svolte e discusse con i ragazzi osservandone i passaggi più ostici.

Inoltre si applica una mia “passione” come docente: vedere per capire. CHI VEDE CAPISCE. Ne deriva che la rappresentazione grafica, in questa serie di studi, è prevalente.

Il testo dell’esercizio è posto come copertina d’apertura allo studio. Si tratta di un argomento d’esame svolto nel mese di novembre 2018 presso l’Università Statale di Milano.

Per cercare di capire qualcosa di “ostico”, almeno io, alla lettura del testo, ne riporto i dati. E’ quanto è visibile nell’allegato numero 1.

Anche il procedere per fasi è una mia caratteristica in presenza di argomenti complessi. Si osservino qui ben 5 fasi per rispondere solo alla prima domanda!

TROVARE LA QUANTITA’ E IL PREZZO DI EQUILIBRIO NEL MONOPOLIO.

Fase 1: per trovare il prezzo, dalla funzione di domanda espressa per la quantità, necessita “l’inversa”. In fondo è la stessa funzione di domanda esplicata per il prezzo anziché la quantità. Si veda il foglio appunti al numero 2 qui allegato in basso.

La Fase 2 punta a trovare i RICAVI TOTALI.

Perchè ci servono questi ricavi totali che SONO SEMPRE PARI A prezzo x quantità? QUESTO è UN PUNTO CRITICO PER TUTTI GLI STUDENTI.

Nel monopolio serve trovare il punto d’incontro dei ricavi marginali con i costi marginali (punto di Cournot)

Il costo o il ricavo marginale è SEMPRE la derivata del valore totale. Significa, ad esempio, che la derivata del CT (costo totale) è il MC (costo marginale). Analogalmente la derivata della domanda è il ricavo marginale. Quindi serve sempre il TOTALE per arrivare al corrispettivo MARGINALE.

La fase 2 mi permette di calcolare il Ricavo totale come p x q. Prego apprezzare l’allegato 2 che anticipa la Fase 3.

Ed eccoci alla Fase 3. Sappiamo dai sacri testi che il Ricavo marginale (MR) condivide la stessa intercetta all’ordinata della domanda. In questo caso è pari a 25. Non solo, ma ha anche un’inclinazione DOPPIA rispetto alla domanda.

Va precisato che una doppia inclinazione porta la retta ad essere più STRETTA! Applicando questi parametri il Ricavo marginale sarà 25 – Q.

Quel Q emerge da questo conteggio: Q/2 per 2 ovvero Q. Si tratta della seconda parte della funzione inversa della domanda.

Si apre ora la Fase 4 eguagliando il Ricavo marginale al Costo marginale (siamo finalmente a Cournot). Il testo del tema stesso offre la formula del MC (costo marginale) basta solo uguagliarla al MR. Si osservi l’allegato 3 e la connessa grafica.

Un qualcosa che fa soffrire gli studenti è il cercare il prezzo nel monopolio. La quantità è chiaramente evidenziata in ascissa, ma il prezzo?

E’ facile! Chi paga si trova sempre sulla curva di domanda. In MONOPOLIO il prezzo “va tirato su” fino alla curva di domanda.

La grafica 4 porta al prezzo di monopolio dopo aver trovato la quantità. Si affronti ora la domanda 2 del testo d’esame.

Dove c’è scritto (ultime 3 righe) “la base del triangolo” va letta come altezza del triangolo (ho sbagliato a scrivere). Nota al foglio 4 di esercitazione sul monopolio – prof Carlini

Il surplus o profitto del consumatore E’ SEMPRE sopra il prezzo. L’opposto per il surplus del produttore. Automaticamente, anche se non richiesto alla domanda 2, ho calcolato il surplus del consumatore come prima ambientazione al problema (prendere confidenza).

Coraggio che l’esercitazione volge al termine!

ATTENZIONE AD UN ERRORE CHE HO COMMESSO!!! -3,16 non è da valore inelastico come potrebbe apparire inizialmente, ma ELASTICO perchè va osservato il valore in termini assoluti, quindi 3,16 che è tanto/molto elastico!!!!!!!!!!!!!
Mi scuso per aver scritto inelastico al posto di elastico. Nel monopolio l’elasticità è sempre elastica.

Non pare ci siano grandi problemi fin qui.

Ora serve calcolare la quantità di equilibrio in un ipotetico mercato libero. Nella libera concorrenza, la quantità asteriscata di equilibrio (si dice così in gergo) si trova all’incontro tra curva di domanda e costi marginali.

Al contrario la quantità di equilibrio (asteriscata) nel monopolio si trova nell’incontro tra MC (Ricavi marginali) e i costi marginali.

Si tratta di 2 mercati diversi con altrettanti punti di equilibrio.

In monopolio la q* è pari a 12 mentre in libera concorrenza è pari a 16 infatti la libera concorrenza offre più beni a prezzo più basso.

Chiara e Daniela, studentesse di micro, che sono qui con me aiutandomi nella spiegazione hanno compreso, quindi nessuno è autorizzato a non capire.

Qui c’è la bastardata!

Il triangolo della perdita parte dai conteggi del MONOPOLISTA. Dobbiamo considerare il suo prezzo e la sua quantità. Come tutti i triangoli, l’area è sempre base per altezza diviso due.

La base è facile. La Q di libera concorrenza appena calcolata, meno quella di monopolio è pari a 4.

Più complesso è il conteggio dell’altezza del triangolo.

Il tema ci da la funzione di MC che applichiamo per togliere a 19 la quota di ordinata pertinente ai costi. Prezzo di monopolio, meno costi sostenuti, indica il prezzo che avrei in libera concorrenza.

In questo caso 19 è il prezzo di monopolio e 13 quello di libera concorrenza. La differenza è pari a 6 ovvero l’altezza del triangolo di perdita. Una perdita nel confronto tra il benessere da libero mercato e il monopolio.

Peccato che l’attuale insegnamento dell’economia, voglia sempre criminalizzare il monopolio instupidendo gli studenti. Al contrario va distinto chi stia gestendo il monopolio!

La ricerca sul cancro o il lancio di un satellite in orbita richiedono monopoli per il benessere della Nazione.