Dossier: A..A..A cercasi specialista in lamiera 2

di Giovanni Carlini, sociologo economista

Il cane che si morde la coda. Per essere più competitivi e sganciarsi dalla concorrenza dei paesi in via di sviluppo, le lavorazioni devono essere più complesse, ma questo richiede operai specializzati i quali vengono assunti privi di una formazione adeguata.

Di che cosa stiamo parlando
In Italia ci sono poco meno di 2 milioni di disoccupati pari quasi al 9% della popolazione attiva. A questi vanno aggiunti oltre 500mila immigrati clandestini (stima) che vivono al di fuori di qualsiasi schema sociale, lavorativo, legale. I giovani (al di sotto dei 35 anni) soffrono un’incidenza della disoccupazione pari al 29,5%. Ebbene con questi numeri, oggi, nel 2011 rispetto il biennio precedente, è nuovamente possibile trovare operai italiani da assumere, ma restano ancora moltissimi posti di lavoro non coperti.
Ad esempio, come indicano i dati del sistema Excelsior di Unioncamere, su 3.300 tecnici d’industria e disegnatori ricercati dalle aziende italiane nei primi 3 mesi del 2011, il 34,6% non è stato assunto, semplicemente perché non ci sono candidature. Lo stesso dicasi per operai specializzati e conduttori d’impianti per l’industria metalmeccanica, dove a fronte di 3.100 posti, il 30,1% è rimasto deserto per assenza di domanda.

Le competenze base
Per avvicinare i giovani alle imprese, Assolombarda (vedi il sito www.assolombarda.it) ha elencato quelle che potremmo definire le competenze base da considerare nella selezione del personale:
a) Riconoscere le diverse tipologie di guasto, delineandone le principali cause.
b) Definire la fattibilità tecnico-economica.
c) Regolare e impostare i parametri o la sequenza di un processo produttivo.
d) Eseguire tutte le operazioni di sostituzione, revisione, allineamento, centraggio, presettaggio e taratura.
e) Verificare la conformità del prodotto.
f) Effettuare la diagnosi in presenza di anomalie e guasti.
g) Rilevare e valutare i rischi.
Le competenze vincenti
Se questo articolo fosse letto da qualche giovane in cerca di una stabile attività lavorativa, sarebbe saggio che si impegnasse sulle competenze qui di seguito indicate, al fine di ben figurare nel colloquio di selezione.
– Saper utilizzare la documentazione, i glossari e gli archivi aziendali.
– Consultare cataloghi tecnici, cartacei come elettronici.
– Applicare la normativa e procedure di sicurezza.
– Leggere il ciclo di lavorazione, i disegni tecnici e i cicli di montaggio, nonchè le schede di lavorazione.
– Mantenere in efficienza macchine e impianti.
– Relazionarsi all’interno del contesto organizzativo.

Che le imprese non dimentichino l’importanza dello stage per una buona selezione
Le imprese più aggressive nella ricerca del personale, quelle che controllano la produttività del lavoro dei propri dipendenti e sono dotate anche di una funzione del personale in ditta o appoggiandosi a uno studio di consulenza specializzato, sfruttano i periodi di formazione in stage per selezionare i dipendenti migliori.
Nel 2010 gli apprendisti del settore metalmeccanico sono stati 200mila, retribuiti con una paga oscillante tra i 500 e gli 800 euro netti al mese.

L’INTERVISTA
In Redazione sono pervenute molte richieste da parte dei lettori, affinchè s’affrontasse il tema della ricerca di personale specializzato. Già uno speciale è stato pubblicato il mese scorso. Sensibile ai bisogni della categoria che la rivista LAMIERA soddisfa, qui si offrono ulteriori sputi di ragionamento. Chi interviene e arricchisce il dibattito è la Etrusca Profilati Srl di Piombino (Livorno) una realtà con 22 dipendenti che fattura 18 milioni di euro, impegnata nella lavorazione di semilavorati e prodotti in acciaio, prevalentemente zincati e pre-verniciati qui rappresentata da uno dei suoi titolari, il Dott Gabriele Grandi.

Domanda: definendo il ruolo e funzioni dello “specialista nella lavorazione della lamiera” cosa dovrebbe svolgere nella sua impresa?

Dott. Gabriele Grandi: La figura professionale “ideale” che abbiamo in mente alla Etrusca Profilati è per una persona motivata, con voglia d’imparare e migliorare. Il mestiere d’addetto alla lavorazione della lamiera, può diventare talvolta piuttosto noioso e demotivante senza la curiosità e la volontà di conoscere il prodotto, le successive applicazioni e il cliente. Vorremmo che questa figura proponesse suggerimenti per apportare miglioramenti, anche piccoli, al processo produttivo quindi al prodotto o al macchinario e non si fossilizzasse a compiere solo mere operazioni di routine, riparandosi dietro ad un “così mi è stato detto di fare”.
Ampliando il concetto e completando è anche opportuno che lo specialista nella lavorazione della lamiera, sia in grado di compiere operazioni di manutenzione ordinaria e alcuni lavori di manutenzione straordinaria sui macchinari.

Domanda: quanto viene remunerata una figura di questo tipo?

Grandi: Per quanto riguarda la remunerazione di una figura di questo tipo, cerchiamo di gratificarla con attribuzione di livelli più alti e compensi una tantum.
Purtroppo la differenza di trattamento fra una figura di questo tipo e un semplice addetto che si limita a svolgere solo il compitino giornaliero, magari con la mente ad altri interessi, è talmente minima, tale da generare talvolta malcontento in chi non sente riconosciuto il proprio maggior impegno e capacità.

Domanda: nell’identikit di questo professionista della lamiera potremmo dire che è maschio, età, proviene da una formazione di…., ha cambiato già ….posti di lavoro similari e..

Grandi: L’identikit di questo professionista della lamiera può corrispondere a un maschio, preferibilmente sotto i 40 anni ma non necessariamente, proveniente da una formazione tecnica (meccanica o elettronica)

Domanda: per la ricerca vi siete avvalsi di una banca dati, associazione, elenchi scolastici?

Grandi: Nella ricerca ci avvaliamo di elenchi scolastici, oppure attraverso la conoscenza diretta.

Domanda: esiste un iter formativo specifico per questo ruolo o ci si plasma solo con l’esperienza?

Grandi: Sebbene in questo settore l’esperienza sia fondamentale, un background culturale di tipo tecnico è altrettanto necessario.

Domanda: in tale ruolo lavorativo lei ha anche personale extracomunitario oltre che nazionale?

Grandi: In tale ruolo lavorativo nella nostra azienda è impiegato personale nazionale.

Domanda: cosa proporrebbe se il suo punto di vista fosse letto dalla Confindustria e del Ministro dell’Istruzione?

Grandi: Vorremmo proporre a Confindustria di farsi promotrice di una radicale riforma dell’apprendistato e della formazione lavorativa in genere. Le risorse pubbliche stanziate per corsi di formazione esterni alle imprese, spesso inutili o non interessanti, svolti da organismi accreditati con finalità quanto meno dubbie, dovrebbero invece essere destinate a una effettiva attività formativa all’interno delle imprese stesse. Così come spiega un interessante articolo sulla stampa economica nazionale attraverso stage o tirocini, le imprese hanno la capacità di selezionare fra i giovani i migliori dipendenti.