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Dossier arredo urbano a New York

L’arredo urbano è un fatto culturale. La qualità di vita nelle città dipende da molti fattori tra cui anche la quantità di verde organizzato. Per “verde organizzato” s’intende quel pensiero organizzativo che completa la vita urbana con parchi e giardini. Aiuole, fontane e panchine. Viali alberati e cespugli. Fiori e qualsiasi tipo di erbe coltivata. Perchè questo?

Ci sono degli studi ancora sperimentali che analizzano il livello di nervosismo in ambito urbano. Pare che la presenza d’arredo urbano riduca la tensione nervosa. Tradotto in pratica significa litigare di meno. Quindi un minor tasso di criminalità. La domanda ora è semplice. Intuendo questa realtà perchè non lanciare un’imponente politica di arredo urbano nelle città? Non ho una risposta. Per quanto abbia visitato molte città e intervistato più sindaci, l’arredo urbano è ancora pionieristico. Si tratta un’iniziativa che rientra nella sensibilità del sindaco. Non siamo ancora entrati nella dimensione della pianificazione urbana.

Certo le città sono piene e ricche di progetti di verde urbano. In alcuni casi già realizzate e in altri da costruire. Però non abbiamo ancora un elettorato che scelga il sindaco in base al suo progetto verde.

Attualmente il candidato sindaco offre una sia visione all’elettorato. Non c’è al contrario un criterio di selezione politica da parte del cittadino sul verde. Oggi l’arredo urbano è una concessione dell’amministrazione municipale.

Il futuro? Dipende ad esempio dai commercianti. Nel caso i negozi capiscano che vendono di più con un allestimento permanente di verde, qualcosa cambierà. E’ quanto accaduto a Chicago nel “miglio magnifico”. I negozianti pagano di tasca loro un miglio di centro città arricchito con diversi tipi di piante e fiori. I passanti apprezzano e comprando di più. E’ un meccanismo esportabile anche in altre città? Credo di si, basta solo iniziare! Buon lavoro.